Intervista di Jeremy Randolph (Department of Linguistics, University of Michigan, www.umich.edu)
Silvana Rinaldi è la socia fondatrice di Intensive Business English e con la sua esperienza trentennale nel campo delle lingue ci aiuterà a rispondere alle molte richieste di consigli da parte di chi pensa di prenotare per la prossima estate un corso di lingue all’estero.
In base alla tua esperienza quali sono le lingue che bisognerebbe veramente padroneggiare?
Hai usato il verbo giusto ‘padroneggiare’, cioè ‘conoscere molto bene’. Non ha più senso dire che si conosce una lingua a livello scolastico .Può andar bene se vuoi fare del turismo. Se gli scopi sono professionali la lingua, come dici tu, bisogna padroneggiarla.
Il Francese, lo Spagnolo o il Tedesco, rappresentano ancora presupposti chiave per l’assunzione in alcune aziende. Il Russo e il Cinese sono lingue sempre più richieste perché permettono di interagire in mercati in grande espansione. L’Inglese resta comunque la lingua passe-partout. Un soggiorno all’estero diventa quindi consigliabile per acquisire la disinvoltura necessaria per una comunicazione efficace in una lingua veramente ostica per gli Italiani.
A che livello della conoscenza di una lingua straniera prenderesti in considerazione un soggiorno all’estero?
Su questo mi sento di essere categorica: si deve prevedere un soggiorno nel paese
della lingua che si studia, o si è studiata, solo quando si ha almeno una conoscenza
a livello B1 della scala internazionale dei livelli linguistici.
Che tipo di corso suggeriresti a chi si affaccia al mercato del lavoro
o già lavora?
Le differenze sono molte perché i corsi proposti rispondono ad ogni tipo di esigenza anche se, proprio per questo, non sono sempre efficaci. La tipologia di corsi offerti è davvero vasta, per questo, nella nostra realtà – IBE - abbiamo dei Consulenti Linguistici a disposizione di tutti coloro che hanno bisogno di un consiglio adeguato alle proprie esigenze.
In linea di massima mi orienterei verso un corso ‘executive’ semintensivo’ che preveda un minimo di carico di lavoro ‘a casa’ e presenti anche attività socializzanti per l’effettiva pratica della lingua. Troppe ore d’aula consecutive possono essere infruttuose, il calo dell’attenzione è inevitabile dopo la quarta ora.
Che durata di corso consiglieresti?
Non insisterei tanto sulla durata di un singolo corso, ma piuttosto sul fatto che non bisogna lasciare che l’ esperienza sia un evento isolato, deve essere una pratica ripetuta nel corso del tempo.
Ci sono diverse possibilità di sistemazione, quali sono le caratteristiche e i vantaggi di ognuna?
La famiglia ospitante è sempre la più consigliata, soprattutto per vivere anche la cultura e le tradizioni del Paese ospite. Si puo’ scegliere la camera singola o la famiglia executive che offre il bagno privato. Le residenze, invece, sono tutte di ottimo livello e danno la possibilità di vivere in un ambiente internazionale. Generalmente offrono camera doppie o singole, la maggior parte con bagni privati e cucine attrezzate comuni.
Che budget minimo bisogna avere per frequentare un corso di lingua all’estero?
Ovviamente dipende dal tipo di corso che si vuole frequentare e dal numero di settimane che si hanno a disposizione. I costi complessivi sono comunque significativi rispetto alla stessa tipologia di corso presso una scuola di lingue in Italia.
Consiglieresti di partire da soli o in gruppo?
I corsi per adulti sono tutti su base individuale, ma se ci sono amici che decidono di partire insieme, consiglierei di stare in famiglie diverse.
Quale periodo dell’anno è il più indicato per partire?
Il più indicato è e rimarrà sempre la ‘’bassa stagione” quindi, potendo scegliere, eviterei i mesi estivi dove c’è sicuramente un maggiore afflusso di persone e di italiani!
Ringrazio Silvana per le tue considerazioni e per aver chiarito i dubbi di quanti stanno decidendo di frequentare un corso di lingua all’estero.
Jeremy Randolph
Department of Linguistics
University of Michigan.
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