I candidati all’assunzione non vengono sempre scelti per le ragioni che tutti crediamo.

Fino a qualche anno fa le imprese sembravano snobbare la conoscenza delle lingue straniere come fattore essenziale per un’assunzione . Escluse poche eccezioni, non sembrava essere un fattore discriminante. Conoscere l'inglese o il tedesco non contava poi tanto. E sapere una lingua o due, se si cercava lavoro, soprattutto in una piccola o media impresa, finiva quasi per sembrare un stravaganza.


Ora qualcosa è cambiato. Forse, finalmente, anche le imprese stanno per diventare più consapevoli dell'importanza di essere internazionali.

Cosa servirà in futuro?

Quando viene chiesto agli imprenditori quali saranno le skill che dovranno avere i laureati da qui a dieci anni, nel 45 per cento dei casi rispondono che saranno necessarie conoscenze specifiche nel settore in cui opera l'impresa. Un altro 39 per cento parla delle capacità nelle skill relative alla comunicazione e un altro 37 per cento fa riferimento alla capacità di lavorare in gruppo. Altrettanto importanti saranno le capacità che permettono di analizzare e risolvere un problema (il 32 per cento).

Tratto da MioJob di la Repubblica, Federico Pace, 18 gennaio 2011.

Si dice che il silenzio sia d'oro, ma lo stesso non vale nel mondo ‘corporate’:  senza comunicazione un’ azienda non può sopravvivere a lungo. Se questa azienda, poi, vuole affacciarsi sui mercati stranieri, la comunicazione diventa presentazione dell’azienda e dei suoi prodotti, diventa persuasione, diventa negoziazione.

La domande, a questo punto sono:

  1. ‘Cosa fanno i potenziali candidati all’ingresso nel mondo del lavoro per prepararsi?’
  2. ‘Cosa fanno le aziende per potenziare nel loro personale la capacità comunicativa a livello internazionale e quindi in lingue straniere?’

Mi piacerebbe tanto sentire qualche parere